Rita Ghedini, presidente Cooperare con Libera Terra, ripercorre 12 anni di Agenzia su Il Resto del Carlino

Rita Ghedini, presidente Cooperare con Libera Terra, fa il punto sui 12 anni dell’Agenzia su Il Resto del Carlino di giovedì 4 ottobre. Intervistata da Luca Orsi in vista dell’assemblea di sabato 6 ottobre, ripercorre la nascita e lo sviluppo dell’associazione.

 

RITA GHEDINI SU IL RESTO DEL CARLINO DI GIOVEDì 4 OTTOBRE

DA 12 ANNI sostiene lo sviluppo delle cooperative che gestiscono beni e terreni confiscati alle mafie, e che si riconoscono nel progetto Libera Terra e nell’ associazione Libera presieduta da don Luigi Ciotti. Si chiama ‘Cooperare con Libera Terra-Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità’, e sabato – nell’ arena teatro di Fico – terrà la sua XII assemblea dei soci. Dalle 10,30, la parte pubblica ha in programma interventi di Rita Ghedini (presidente dell’ Agenzia), Andrea Segrè (presidente Fondazione Fico), don Luigi Ciotti (presidente di Libera), Valentina Fiore (ad del consorzio di Libera Terra Mediterraneo); e alle 11,45 una tavola rotonda – moderata da Valerio Baroncini, capocronista del Carlino – cui partecipano alcuni stakeholder di Libera Terra Mediterraneo.

Presidente Ghedini, quanto è cresciuta l’ Agenzia nei suoi 12 anni di vita?
«Cooperare con Libera Terra, associazione senza fini di lucro, nasce nel 2006 con 24 soci bolognesi. Oggi ha assunto un profilo nazionale, con più di 70 soci».

Chi sono?
«Alcune importanti imprese cooperative, in buona parte aderenti a Legacoop Bologna, associazioni di cooperative, enti locali».

Qual è la vostra mission?
«Il progetto, condiviso fin dall’inizio con Libera, è stato quello di costituire uno strumento operativo per sostenere i processi di trasformazione e industrializzazione su beni confiscati a organizzazioni criminali. Soprattutto terreni agricoli».

Dove operate?
«In Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Facciamo da tutor nella gestione, specie nella fase di startup, alle giovani cooperative che si riconoscono nel progetto Libera Terra e nell’associazione Libera».

Come funziona, nella pratica?
«È un trasferimento di know how. Possibile grazie alla disponibilità, a titolo gratuito, di imprenditori, manager e tecnici delle coop socie dell’ Agenzia, che mettono a disposizione le loro professionalità in una ‘banca delle competenze’».

Obiettivo finale?
«Creare aziende autonome, in grado di dare lavoro tutelato, creare indotto positivo e proporre un sistema economico virtuoso, basato sulla legalità, sulla giustizia sociale e sul mercato. E restituire alla comunità terreni, abbandonati o coltivati, che erano nelle mani delle organizzazioni criminali. Avendo come fondamento la qualità della conduzione agricola e dei prodotti: le mafie si combattono con le eccellenze».

Qualità significa anche prodotti biologici?
«Senza dubbio, In dodici anni sono stati convertiti al biologico 1.500 ettari di terreni: uliveti, seminativo, frutteti, vigneti. Un deciso miglioramento per la qualità ambientale e del paesaggio».