Da un’intuizione di Libera, per dare piena attuazione alla legge Rognoni La Torre, e dalla raccolta di un milione di firme, il 7 marzo 1996 viene approvata la legge 109 che permette il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie.
Il primo progetto di portata nazionale è Libera Terra che vede la luce nel 2001 e al suo fianco nasce nel 2006 Cooperare con Libera Terra, Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità che favorisce i percorsi imprenditoriali in forma cooperativa su tali beni per realtà iscritte a Libera e a una delle tre centrali cooperative.
Oggi, in Italia, sono oltre 1.300 i soggetti della società civile organizzata gestiscono beni confiscati alle mafie, costruendo ogni giorno percorsi di inclusione sociale, sviluppo territoriale e cittadinanza attiva.
Ma molto c’è ancora da fare e molti beni sono ancora inutilizzati e spesso inutilizzabili. Per questo Libera sta promuovendo una campagna per destinare solo il 2% del Fondo Unico Giustizia alla rifunzionalizzazione dei beni confiscati (qui è possibile firmare la pezione), sostenuta sia da Cooperare con Libera Terra che da Legacoop.
