Cooperare con Libera Terra e i propri soci esprimono piena solidarietà alla cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra dopo che, da inizio settimana ad oggi, sono stati dati alle fiamme 21 ettari di terreni confiscati – tra cui degli uliveti secolari – gestiti con cura e sacrificio promuovendo agricoltura biologica, legalità e sviluppo locale. Si tratta di un nuovo e gravissimo attacco al patrimonio agricolo confiscato alla ‘ndrangheta e restituito alla collettività. L’evento più grave nella serata del 21 luglio, quando un vasto incendio ha devastato diversi uliveti secolari situati nella frazione di Castellace di Oppido Mamertina, nella piana di Gioia Tauro (RC).

Al momento non è ancora possibile una ricognizione tecnica per via delle avverse condizioni nelle aree più interne dell’uliveto, ma nelle prossime settimane verranno quantificate con precisione le perdite e individuare gli interventi necessari al recupero delle aree colpite. I danni sono comunque molto ingenti.

Le fiamme, infatti, hanno coinvolto tre appezzamenti confiscati alla criminalità organizzata. In località Maddalena, su circa tre ettari di terreno, il fuoco ha colpito soprattutto la parte interna dell’uliveto, distruggendo gran parte delle chiome degli alberi e lasciando in molti casi soltanto i tronchi. Ancora più grave la situazione in contrada Pantera, dove su circa nove ettari è andato perduto il 70% degli ulivi secolari presenti. In contrada San Giovanni, su due ettari di terreno, gran parte delle piante è stata gravemente danneggiata o distrutta.

L’episodio si inserisce in una serie di incendi che hanno colpito la cooperativa nell’arco di pochi giorni. Solo il giorno precedente, infatti, un altro rogo aveva devastato sette ettari di coltivazioni mellifere a Gioia Tauro, nell’area di Pontevecchio. Quelle colture erano state realizzate nell’ambito degli eco-schemi della Politica Agricola Comune e rappresentavano un importante investimento per la tutela della biodiversità e dell’ambiente.

Anche l’estate scorsa, Valle del Marro Libera Terra era già stata colpita duramente da atti intimidatori che avevano creato danni ambientali, produttivi ed economici importanti.
Questi atti colpiscano non soltanto l’attività agricola, ma anche il valore simbolico e sociale dei beni confiscati, trasformati da oltre vent’anni in strumenti di lavoro dignitoso, inclusione e riscatto sociale.

Gli incendi rappresentano quindi non solo un danno economico rilevante, ma una ferita per l’intera comunità.

