Libera ha promosso #Giustaitalia, un “Patto per la Ripartenza” fondato sull’etica della responsabilità. Insieme all’associazione presieduta da Don Luigi Ciotti ci sono Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil. Insieme a molti attori della società civile c’è anche Cooperare con Libera Terra.
Il dramma del Coronavirus, che su scala mondiale sta mietendo vittime e dolore, ci impone però di guardare oltre, al dopo.
Consideriamo doverosa ogni azione volta ad evitare che l’emergenza sia terreno di proliferazione del malaffare. Su questo occorre essere netti ed il documento lo è.
Nelle prossime settimane, su questa base di partenza porteremo avanti proposte concrete sulla base delle tre aree strategiche individuate per mettere al centro i diritti sociali, assicurare la trasparenza nella gestione degli appalti, prevedere la tracciabilità del sostegno alle imprese.
Condividiamo infatti l’estensione degli strumenti di sostegno al reddito per le fasce più deboli, richiamando al contempo l’assoluta necessità di strutturare politiche attive per l’inserimento al lavoro, per sostenere concretamente il diritto al lavoro, come strumento di dignità oltre che di sostegno economico.
Inoltre, reputiamo importante il tema dell’emersione del lavoro irregolare, per il quale occorrerebbe sostenere con politiche di tutela adeguate i lavoratori che denunciano.
Per quanto riguarda l’applicazione degli strumenti di assegnazione degli appalti e l’applicazione del Codice, è indispensabile il superamento totale delle gare al massimo ribasso, che genera speculazioni inaccettabili sul costo del lavoro, e ridurre, nelle procedure di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il valore della componente prezzo.
Rimarcando come fondamentale l’attenzione protettiva e promozionale delle fasce più deboli, pensiamo sia altrettanto importante prevedere un forte supporto alle imprese per ripartire.
In assenza di tale spinta, che deve essere adeguata e concreta, molte realtà produttive saranno costrette a chiudere o ridimensionarsi fortemente nel breve periodo, portando con sé numerosi licenziamenti. Questo porterebbe dunque ad un impatto sociale insostenibile per le persone e per il paese. Servono un allungamento degli ammortizzatori sociali e investimenti a fondo perduto finalizzati alla tutela della continuità aziendale e agli investimenti in formazione, innovazione digitale e riprogettazione delle attività in ottica di sostenibilità sociale, economica ed ambientale.
Sottolineiamo infine che, per ridare piena dignità alla filiera agroalimentare, è cruciale il superamento/divieto delle aste al massimo ribasso.

